Dipartimento dell'Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi - Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Ingiusta detenzione

Indennizzo previsto ai sensi degli artt. 314 e 315 del codice di procedura penale (DOC - 24 KB) e consiste nel pagamento di una somma di denaro che non può eccedere l'importo di € 516.456,00

La riparazione non ha carattere risarcitorio ma di indennizzo e perciò viene determinata dal giudice in via equitativa.

Chi ha diritto

  • Chi è stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, se non ha concorso a darvi causa per dolo o colpa grave;
  • chi é stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, è stato prosciolto per qualsiasi causa quando con decisione irrevocabile risulti accertato che il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso o mantenuto senza che sussistessero le condizioni di applicabilità previste dagli articoli 273 e 280 del codice di procedura penale;
  • chi è stato condannato e nel corso del processo sia stato sottoposto a custodia cautelare quando, con decisione irrevocabile, risulti accertato che il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso o mantenuto senza che sussistessero le condizioni di applicabilità previste dagli artt. 273 e 280 del codice di procedura penale;
  • chi è stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, a suo favore sia stato pronunciato un provvedimento di archiviazione o una sentenza di non luogo a procedere;
  • chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, per la detenzione subita a causa di arresto in flagranza o di fermo di indiziato di delitto, entro gli stessi limiti stabiliti per custodia cautelare;
  • chi è stato prosciolto per qualsiasi causa o al condannato che nel corso del processo sia stato sottoposto ad arresto in flagranza o a fermo di indiziato di delitto quando, con decisione irrevocabile, siano risultate insussistenti le condizioni per la convalida.

In caso di decesso

  • il coniuge
  • i discendenti e gli ascendenti
  • i fratelli e le sorelle
  • gli affini entro il 1° grado
  • le persone legate da vincoli di adozione con quella deceduta.

Domanda

La domanda deve essere presentata:

  • presso la Cancelleria della Corte d'Appello del distretto giudiziario in cui è stata pronunciata la sentenza o il provvedimento di archiviazione che ha definito il procedimento;
  • nel caso di sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, la domanda deve essere proposta presso la cancelleria della Corte d’Appello che ha emesso il provvedimento impugnato;
  • personalmente dall'interessato oppure a mezzo di procuratore speciale;
  • entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento o di condanna è divenuta irrevocabile, la sentenza di non luogo a procedere è divenuta inoppugnabile o il provvedimento di archiviazione è stato notificato alla persona nei cui confronti è stato pronunciato.

Procedura di pagamento

L'autorizzazione al pagamento è rilasciata dall’Ufficio IX della Direzione dei servizi del tesoro previa ricezione ed acquisizione della necessaria documentazione.
L’Ufficio IX, prima di procedere al pagamento della somma dovuta, per i pagamenti superiori ad € 5.000,00, accerta lo stato di non inadempienza del beneficiario, mediante richiesta effettuata ai sensi dell’art. 48 bis del D.P.R. 602/73 e del D.M. 18 gennaio 2008 n. 40, in vigore dal 29 marzo 2008, come modificato, da ultimo, dall’art. 1, comma 986, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205.
Per autorizzare il pagamento, l'Ufficio deve ricevere dalla Corte di Appello competente:

  • copia autentica dell’ordinanza munita dell’attestazione di irrevocabilità, rilasciata dalla competente cancelleria della Corte d’Appello che liquida l’indennità pecuniaria;
  • attestazione della registrazione delle spese prenotate a debito rilasciata dall’Agenzia delle Entrate,

dal creditore:

  • fotocopia di un documento d’identità del creditore, in corso di validità;
  • fotocopia del codice fiscale;
  • comunicazione delle modalità di pagamento prescelte utilizzando apposito  modello
  • permesso di soggiorno, ove necessario.

La procedura di pagamento varia secondo l’importo dell’indennizzo e in base alla modalità di pagamento prescelta dall’interessato.
Ulteriori modalità di pagamento sono previste nel caso in cui il creditore sia all’estero o si trovi in stato di detenzione per cause diverse da quelle che hanno originato la riparazione per ingiusta detenzione o per errore giudiziario.
Specifica documentazione, infine, dovrà essere presentata dagli eredi del creditore.
Il termine massimo di definizione del procedimento di autorizzazione è fissato in 120 giorni dalla data di conclusione dell’istruttoria o, se anteriore, dalla data di notifica dell’ordinanza, munita della formula esecutiva all’Ufficio erogatore

Modalita di pagamento

Per somme fino ad € 999,99 il pagamento può avvenire:

  • con accreditamento in conto corrente bancario
  • con accreditamento in conto corrente postale;
  • in contante;
  • mediante vaglia cambiario della Banca d'Italia, non trasferibile, intestato al creditore medesimo.

Il pagamento può essere effettuato anche a favore di persona diversa dal creditore su presentazione di idonea procura speciale all'incasso da effettuarsi solo mediante pagamento in contante per importi non superiori ad € 999,99.

La modalità di pagamento prescelta deve essere comunicata all’Uff. IX – Direzione dei servizi del tesoro utilizzando il seguente modello (PDF, 41 KB).

Per le somme superiori ad € 999,99 il pagamento può avvenire:

  • con accreditamento in conto corrente bancario;
  • con accreditamento in conto corrente postale;
  • mediante vaglia cambiario della Banca d'Italia, non trasferibile, intestato al creditore medesimo.

Il pagamento non può essere effettuato tramite procura speciale all’incasso.

La modalità di pagamento prescelta deve essere comunicata all'Ufficio utilizzando l'apposito modello (PDF, 41 KB).

Pagamento all'estero

Se il creditore si trova all'estero può chiedere di riscuotere mediante pagamento su conto corrente bancario a lui intestato. In questo caso il creditore dovrà indicare l'esatto luogo di residenza/domicilio ed il pagamento avverrà per il tramite dell'istituto di credito più vicino al luogo di residenza/domicilio del creditore.

Pagamento presso l'istituto di reclusione

Nel caso in cui il creditore si trovi in stato di detenzione per cause diverse da quelle che hanno originato la riparazione per ingiusta detenzione o per errore giudiziario, potrà incassare la somma spettante con una delle seguenti modalità:

  • commutazione del titolo di spesa in vaglia cambiario, non trasferibile, della Banca d'Italia, intestato al creditore indicando con esattezza l'indirizzo della Casa circondariale presso la quale è recluso(città, via, numero civico, cap.). Il vaglia cambiario verrà recapitato dalla locale sezione di Tesoreria provinciale dello Stato direttamente alla direzione della casa circondariale;
  • accreditamento su conto corrente bancario;
  • accreditamento in conto corrente postale.

Pagamento in favore degli eredi del creditore

In presenza di testamento l'erede deve presentare all'Ufficio una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, autenticata da un notaio o da un pubblico ufficiale, dalla quale risulti:

  • la data e il luogo del decesso del creditore;
  • gli estremi dell'ultimo testamento;
  • che il testamento non sia stato impugnato;
  • se vi siano anche eredi legittimi o riservatari, oltre agli eredi indicati nel testamento;
  • le generalità complete di ciascun erede;
  • il luogo di residenza di ogni erede ovvero l'elezione di domicilio presso terzi;
  • il codice fiscale di ogni erede.

In assenza di testamento l'erede deve presentare all'Ufficio una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà autenticata da un notaio o da un pubblico ufficiale, dalla quale risulti:

  • la data e il luogo del decesso del creditore;
  • la non esistenza di alcun testamento;
  • l'indicazione di tutti i soggetti cui è devoluta per legge la successione;
  • le generalità complete di ciascun erede;
  • il luogo di residenza di ogni erede ovvero l'elezione di domicilio presso terzi;
  • il codice fiscale di ogni erede.

Qualora tra gli eredi ci sia il coniuge, nella dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà deve, inoltre, essere dichiarato:

  • che non è stata pronunciata sentenza di separazione personale per colpa;
  • che non è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Qualora tra gli eredi vi siano minori di età o incapaci la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà deve, inoltre, contenere: l'indicazione del legale rappresentante. In quisto caso deve essere, inoltre, presentata l'autorizzazione del giudice tutelare.

Contatti

Informazioni e chiarimenti sullo stato delle pratiche saranno forniti esclusivamente previa richiesta dell'interessato da inviare all'indirizzo di posta dcst.dag@pec.mef.gov.it

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