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Procedimenti amministrativi e diritto di accesso: aree tematiche

 


Segnalazione illeciti (whistleblowing)

La legge 190/2012PDF, 817 KB ha introdotto nel nostro ordinamento un sistema organico di prevenzione della corruzione che prevede, tra l’altro, la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower).
La norma tutela il pubblico dipendente che denunci all'autorità giudiziaria, alla Corte dei conti o al proprio superiore gerarchico, condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, impedendo che lo stesso possa essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad ogni tipo di discriminazione in ragione della denuncia.
La legge ed il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.)PDF, 567 KB adottato dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri prevedono l’obbligo, per l’Amministrazione, di predisporre adeguati sistemi di tutela della riservatezza circa l’identità del segnalante, che deve essere protetta in ogni contesto successivo alla segnalazione e che non può essere soggetta all'accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge n. 241 del 1990.
In attuazione della legge e del Piano Nazionale AnticorruzionePDF, 567 KB, il Piano Triennale di Prevenzione della CorruzioneCollegamento a sito esterno - PDF, 9 MB adottato dal Ministero dell’economia e delle finanze ha stabilito che la procedura di raccolta e gestione della segnalazioni debba garantire:

  • la tutela dei dati del denunciante;
  • il divieto di discriminazione nei confronti del whistleblower;
  • la sottrazione della denuncia al diritto di accesso.

Lo stesso  Piano Triennale di Prevenzione della CorruzioneCollegamento a sito esterno - PDF, 9 MB per il Ministero dell'economia e delle finanze prevede che sia definita una procedura di raccolta delle segnalazioni provenienti dai dipendenti che assicuri riservatezza e tutela.
A tal fine è stata predisposta un'apposita procedura informatica per la ricezione e la gestione delle segnalazioni dei dipendenti del Ministero, in grado di assicurare la protezione dei dati identificativi e consentire solo nei casi previsti dalla legge (art. 54-bis, comma 2, del D.Lgs. 165/2001PDF, 75.3 KB e successive modificazioni ed integrazioni) che il segnalante possa essere identificato dal destinatario.
Pertanto, le segnalazioni provenienti dai dipendenti e collaboratori a qualsiasi titolo del MEF potranno essere effettuate anche utilizzando l’apposito applicativo informatico disponibile, attraverso l'autenticazione con SSO, sul Portale dei servizi del MEFCollegamento a sito estrerno.

Le eventuali segnalazioni effettuate da soggetti esterni all’Amministrazione potranno essere trasmesse compilando il modello (PDF 1,1 MB) predisposto dall'Autorità Nazionale Anticorruzione ed inviandolo, allegando copia di un documento di identità:

  • all’indirizzo di posta elettronica certificata dedicata del Responsabile per la prevenzione della corruzione - whistleblowing.mef@pec.mef.gov.it;
  • direttamente al Responsabile per la prevenzione della corruzione presso il Ministero dell’economia e delle finanze, Via XX settembre 97, 00187 - Roma attraverso il servizio postale scrivendo sulla busta “riservata/personale”.

Tutte le denunce, indipendentemente dal mezzo di trasmissione utilizzato (procedura informatica, PEC o lettera), saranno esaminate esclusivamente dal Responsabile per la prevenzione della corruzione. In caso di trasmissione ad altri Uffici per la trattazione, sarà omessa l'indicazione di dati che potrebbero, anche indirettamente, rivelare l'identità del segnalante.