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Errore Giudiziario

 

La riparazione pecuniaria per errore giudiziario, regolamentata dagli artt. 643 e seguenti del codice di procedura penale, consiste nel pagamento di una somma di denaro o nella costituzione di una rendita vitalizia.

La riparazione non ha carattere risarcitorio ed è commisurata alla durata della pena ed alle conseguenze personali e familiari derivanti dalla condanna.

L'avente diritto, a domanda, può essere accolto in un istituto a spese dello Stato.

Chi ha diritto

Chi è stato prosciolto in sede di revisione, se non ha dato causa per dolo o colpo grave all'errore giudiziario e in caso di suo decesso:

  • il coniuge;
  • i discendenti e gli ascendenti;
  • i fratelli e le sorelle;
  • gli affini entro il primo grado;
  • le persone legate da vincolo di adozione con quella deceduta.

Domanda

La domanda deve essere presentata:

  • presso la Cancelleria della Corte d'Appello che ha pronunciato la sentenza
  • personalmente dall'interessato o a mezzo di procuratore speciale
  • entro due anni dal passaggio in giudicato della sentenza di revisione, a pena di inammissibilità.

Procedura di pagamento

L'autorizzazione al pagamento è rilasciata dall’Ufficio IX della Direzione dei Servizi del Tesoro (DST) previa ricezione ed acquisizione della necessaria documentazione.

L’Ufficio IX, prima di procedere al pagamento della somma dovuta, per i pagamenti superiori a € 5.000,00, accerta lo stato di non inadempienza del beneficiario, mediante richiesta effettuata ai sensi dell’art. 48 bis del D.P.R. 602/73 e del D.M. 18 gennaio 2008, n. 40, in vigore dal 29 marzo 2008, come modificato, da ultimo, dall’art. 1, comma 986 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Per autorizzare il pagamento, l'Ufficio deve ricevere dalla Corte di Appello competente:

  • copia autentica dell’ordinanza munita dell’attestazione di irrevocabilità, rilasciata dalla competente cancelleria della Corte d’Appello che liquida l’indennità pecuniaria;
  • attestazione della registrazione delle spese prenotate a debito rilasciata dall’Agenzia delle Entrate,

dal creditore:

  • fotocopia di un documento d’identità del creditore, in corso di validità;
  • fotocopia del codice fiscale;
  • comunicazione delle modalità di pagamento prescelte utilizzando apposito modello (PDF, 738 KB).
  • permesso di soggiorno, ove necessario.

La procedura di pagamento varia secondo l’importo della somma dovuta e in base alla modalità di pagamento prescelta dall’interessato.

Ulteriori modalità di pagamento sono previste nel caso in cui il creditore sia all’estero o si trovi in stato di detenzione per cause diverse da quelle che hanno originato la riparazione per ingiusta detenzione o per errore giudiziario.

Specifica documentazione, infine, dovrà essere presentata dagli eredi del creditore.

Il termine massimo di definizione del procedimento di autorizzazione è fissato in 120 giorni dalla data di conclusione dell’istruttoria o, se anteriore, dalla data di notifica dell’ordinanza, munita della formula esecutiva all’Ufficio erogatore.

Modalità di pagamento

Per l'incasso di somme fino ad € 999,99 il pagamento può avvenire:

  • con accreditamento in conto corrente bancario;
  • con accreditamento in conto corrente postale;
  • in contante;
  • mediante vaglia cambiario della Banca d'Italia, non trasferibile, intestato al creditore medesimo.

Il pagamento può essere effettuato anche a favore di persona diversa dal creditore su presentazione di idonea procura speciale all'incasso da effettuarsi solo mediante pagamento in contante e pertanto ai sensi dell’art. 49 D.Lgs. 231/2007, come modificato dall’art 12 c.1 D.L. 6/12/2011, n. 201, esclusivamente per importi non superiori ad € 999,99.

La modalità di pagamento prescelta deve essere comunicata all’Ufficio IX – Direzione dei Servizi del Tesoro (DST) del Ministero dell’Economia e delle Finanze utilizzando il seguente modello (PDF, 738 KB).

Per le somme superiori ad € 999,99 il pagamento può avvenire:

  • con accreditamento in conto corrente bancario;
  • con accreditamento in conto corrente postale;
  • mediante vaglia cambiario della Banca d'Italia, non trasferibile, intestato al creditore medesimo.

La modalità di pagamento prescelta deve essere comunicata al suddetto Ufficio di Via XX settembre 97, 00187 Roma utilizzando il seguente modello (PDF, 738 KB).

Pagamento all'estero

Se il creditore si trova all'estero può chiedere di riscuotere mediante pagamento su conto corrente bancario  a lui intestato. In questo caso il creditore dovrà indicare l'esatto luogo di residenza/domicilio ed il pagamento avverrà per il tramite dell'istituto di credito più vicino al luogo di residenza/domicilio del creditore.

Pagamento presso l'istituto di reclusione

Nel caso in cui il creditore si trovi in stato di detenzione per cause diverse da quelle che hanno originato la riparazione per ingiusta detenzione o per errore giudiziario potrà incassare la somma spettante con una delle seguenti modalità:

  • commutazione del titolo di spesa in vaglia cambiario, non trasferibile, della Banca d'Italia, intestato al creditore. In questo caso si dovrà indicare con esattezza l'indirizzo della Casa circondariale presso la quale è recluso il creditore (città, via, numero civico, cap.) il vaglia cambiario verrà recapitato dalla locale sezione di Tesoreria provinciale dello Stato, presso la Banca d'Italia, direttamente alla direzione della casa circondariale;
  • accreditamento su conto corrente bancario;
  • accreditamento in conto corrente postale.

Pagamento in favore degli eredi del creditore

In presenza di testamento l'erede deve presentare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, autenticata da un notaio o da un pubblico ufficiale, dalla quale risulti:

  • la data e il luogo del decesso del creditore;
  • gli estremi dell'ultimo testamento;
  • che il testamento non sia stato impugnato;
  • se vi siano anche eredi legittimi o riservatari, oltre agli eredi indicati nel testamento;
  • le generalità complete di ciascun erede;
  • il luogo di residenza di ogni erede ovvero l'elezione di domicilio presso terzi;
  • il codice fiscale di ogni erede.

In assenza di testamento l'erede deve presentare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà autenticata da un notaio o da un pubblico ufficiale, dalla quale risulti:

  • la data e il luogo del decesso del creditore;
  • la non esistenza di alcun testamento;
  • l'indicazione di tutti i soggetti cui è devoluta per legge la successione;
  • le generalità complete di ciascun erede;
  • il luogo di residenza di ogni erede ovvero l'elezione di domicilio presso terzi;
  • il codice fiscale di ogni erede.

Qualora tra gli eredi ci sia il coniuge, nella dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà deve, inoltre, essere dichiarato:

  • che non è stata pronunciata sentenza di separazione personale per colpa;
  • che non è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Qualora tra gli eredi vi siano minori di età o incapaci la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà deve, inoltre, contenere:

  • l'indicazione del legale rappresentante;
  • deve essere, inoltre, presentata l'autorizzazione del giudice tutelare.

L'autorizzazione ed il relativo mandato di pagamento sono trasmessi, per le verifiche di legge, ai competenti Organi di Controllo che hanno 30 giorni per validare il relativo titolo di pagamento.

Contatti

Informazioni e chiarimenti sullo stato delle pratiche saranno forniti esclusivamente previa richiesta dell'interessato da inviare all'indirizzo di posta dcst.dag@pec.mef.gov.it.